Bielorussia, accordo tra Putin e Lukashenko per “riserva di forze di sicurezza”

Bielorussia, accordo tra Putin e Lukashenko per “riserva di forze di sicurezza”

“Le forze di Mosca non verranno impiegate fino a che elementi estremisti della Bielorussia non oltrepasseranno i limiti”, ha spiegato il presidente della federazione russa durante un’intervista tv. “Naturalmente, se la gente è scesa in strada, bisogna tenerne conto, ascoltarla, reagire”, ha aggiunto. Almeno 97 manifestanti arrestati durante le proteste a Minsk. L’Ue valuta l’ipotesi di imporre sanzioni a Lukashenko e alla sua cerchia.

La Russia, su richiesta del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, ha costituito “unità di riserva delle forze di sicurezza” pronte a intervenire nel Paese, dove da settimane continuano le proteste dopo l’esito delle elezioni presidenziali. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin nel corso di un’intervista andata in onda sul primo canale nazionale. “Le forze russe non verranno impiegate fino a che elementi estremisti della Bielorussia non oltrepasseranno i limiti, non cominceranno atti di violenza”, ha aggiunto Putin, precisando: “Naturalmente, se la gente è scesa in strada, bisogna tenerne conto, ascoltarla, reagire”. Dalla Nato però arriva il monito del segretario generale Jens Stoltenberg, che invita la Russia a non interferire nella crisi: “La Bielorussia è uno Stato sovrano e indipendente. E nessuno, inclusa la Russia, dovrebbe interferire”, ha detto al quotidiano tedesco Bild. A Minsk almeno 97 persone sono state arrestate dalla polizia durante una manifestazione.

“Fermati durante una protesta pacifica”

Secondo il centro Viasna per i diritti civili, citato dall’agenzia Interfa, gli arrestati “sono stati fermati durante una protesta pacifica”. Viasna ha pubblicato anche una lista delle persone detenute, tra le quali figurano diversi giornalisti. Il corteo contro Lukashenko è iniziato dalla Chiesa ortodossa dello Spirito Santo fino alla chiesa cattolica della Piazza dell’Indipendenza della capitale. A quanto riferiscono altre fonti, le persone arrestate dalle forze di sicurezza sono almeno 150. Gli uomini dell’Omon erano arrivati in gran numero su blindati senza targa. Inoltre, nel pomeriggio era circolata la notizia del fermo di almeno 13 giornalisti, anche stranieri.

Putin: “Posizione Russia più neutrale rispetto ad altri Paesi”

In giornata presidente Putin ha affermato che la posizione di Mosca sulla situazione in Bielorussia è molto più neutrale di quella di altri Paesi. “A mio parere, il nostro comportamento in relazione agli eventi in Bielorussia è molto più riservato e neutrale rispetto a quello di altri Paesi europei e degli Usa”, ha detto in un’intervista tv andata in onda su Rossiya-1.

“Lukashenko deve ascoltare la gente in piazza”

Putin ha anche aggiunto che le autorità bielorusse devono tenere conto delle proteste in corso. “Crediamo che tutti i partecipanti a questo processo (la crisi in Bielorussia, ndr) avranno abbastanza buon senso per trovare una via d’uscita con calma, senza estremismi”, ha detto il presidente russo.

“Arresto di cittadini russi è stata operazione dei servizi segreti ucraini e Usa”

Putin è tornato anche sull’arresto dei 33 cittadini russi in Bielorussia, accusati da Minsk di essere mercenari della Wagner. Il presidente ha spiegato che si è trattato di un’operazione condotta dai servizi segreti ucraini e americani. “Non erano lì per destabilizzare la situazione in Bielorussia. È stata un’operazione congiunta delle agenzie di intelligence ucraine e americane – ha detto Putin -. Questo è noto a un buon livello di certezza ora. Alcuni partecipanti a questo processo, osservatori, persone ben informate ormai non lo nascondono nemmeno”.

Lukashenko: “Guerra ibrida contro la Bielorussia”

“Attualmente stiamo assistendo a una fase di quella che, francamente, definirei guerra ibrida contro la Bielorussia”, ha dichiarato Lukashenko nel corso di una riunione con il governo. “Come posso descriverla altrimenti? I mass media e lo spazio dell’informazione sono stati colpiti da questa lotta, una guerra tra le parti opposte. Ed è iniziato il massacro diplomatico contro di noi, anche al più alto livello”, ha poi aggiunto, come riporta Interfax.

Ue: “Si valutano sanzioni a Lukashenko”

Intanto alla riunione informale dei ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Unione europea (Gymnich) a Berlino, si valuta l’ipotesi di imporre sanzioni a Lukashenko e alla sua cerchia, ma non ci sono ancora i nomi, né un numero preciso delle persone che potrebbero esserne colpite. All’informale europea in corso a Berlino, i ministri degli Esteri stanno lavorando per definire quale cerchia di persone colpire e a quale livello, e quale effetto politico si vuole perseguire. La decisione non sarà presa a questa ministeriale, e prima di arrivare all’entrata in vigore delle sanzioni il processo sarà lungo, secondo quanto apprende Ansa nella capitale tedesca. Al momento ci si domanda anche se Lukashenko debba far parte dei destinatari delle sanzioni: su questo punto sono state espresse opinioni divergenti, fra chi era favorevole e chi invece contrario per ragioni “tattiche”.

 

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